Decreto Cura Italia 18/2020: le misure per il lavoro

A cura di Roberta Capuano

Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario

A CHI

tutti i datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione e quelli rientranti nel campo di applicazione dei Fondi bilaterali di solidarietà, hanno la facoltà di ridurre e/o ridimensionare l’attività lavorativa a seguito dell’emergenza COVID-19.L’emergenza, che rientra nel novero degli eventi oggettivamente non evitabili, non prevede aggravio contributivo in capo ai datori di lavoro che ricorrano ad ammortizzatori sociali in costanza di rapporto.

COME

Con la presentazione della domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario riportando come causale “emergenza COVID-19” da parte del datore di lavoro.

L’assegno ordinario è concesso, limitatamente per il periodo indicato e nell’anno 2020,anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) cheoccupano mediamente più di 5 dipendenti a patto che alla data 23 febbraio 2020, risultino effettivamente alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione.

PERIODO

I datori di lavoro potranno presentare la domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale ordinaria o dell’assegno ordinario speciale con causale “emergenza COVID-19” entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Sia per la cassa integrazione che per i fondi di solidarietà bilaterale, la domanda perIl trattamento di integrazione salariale speciale COVID-19, può essere richiesto per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020.

ORGANI DI MONITORAGGIO

Tutti gli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 80 milioni di euro per l’anno 2020 e sono trasferiti ai rispettivi Fondi con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze

 

Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria

CHI COINVOLGE

Tutte le aziende che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 febbraio 2020, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale e per un periodo non superiore a nove settimane. La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso. Tale concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro.

COME

La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è subordinata alla sospensione degli effetti della concessione della cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata, non essendo necessaria l’interruzione della stessa. Anche in questo caso, non è previsto il pagamento del contributo addizionale

 

Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso

 CHI

I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che alla data di entrata in vigore del decreto legge 23 febbraio 2020, hanno in corso un assegno di solidarietà.

 PERIODO

 I datori possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario per un periodo non superiore a nove settimane.

  COME

La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso. La concessione dell’assegno ordinario può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro.

 Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga

 CHI

Datori di lavoro del settore privato ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro.

PERIODO

Le Regioni e le Province autonome possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane.

COME

Il trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga (cd. CIGD) può essere richiesto previo accordo con le organizzazioni sindacali, ad eccezione delle imprese che occupano fino a cinque dipendenti che hanno possibilità di velocizzare la procedura.

ECCEZIONI

Sono, invece, esclusi dal campo di applicazione dell’ammortizzatore sociale i datori di lavoro domestico

MODALITA’ E TEMPI

I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle regioni e delle province autonome

interessate, da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione, la cui efficacia è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa da parte di quest’ultimo.

 

Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19

Genitori lavoratori dipendenti settore privato

I genitori lavoratori dipendenti del settore privato, a decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a quindici giorni, hanno diritto a fruire per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione e sono coperti da contribuzione figurativa.

Gli eventuali periodi di congedo parentale, fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione di cui al presente articolo, sono convertiti nel congedo con diritto all’indennità e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

Genitori lavoratori iscritti alle Gestione separata

I genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, hanno diritto a fruire, a decorrere dal 5 marzo, per i figli di età non superiore ai 12 anni, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità.

Genitori lavoratori autonomi

La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

Genitori lavoratori settore privato

Per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni il legislatore prevede una misura differenziata di astensione dal rapporto di lavoro con diritto alla conservazione del posto di lavoro e contestuale divieto di licenziamento.

 Modalità di fruizione

La fruizione del congedo di cui al presente articolo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori,per un totale complessivo di quindici giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi

sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

N.B. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari.

Eccezioni

Ferma restando l’estensione della durata dei permessi retribuiti, il limite di età di cui sopra, non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

 Bonus BABY-SITTING

A decorrere dall’entrata in vigore della disposizione emergenziale, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di riferimento. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia ed è altresì riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.

 

Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104

 A CHI

al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell'emergenza COVID-19 e del comparto sanità.

COSA

Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa, è incrementato di ulteriori complessive dodici giorni usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.

 

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, per emergenza COVID -19

 

Genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico

Con decorrenza 5 marzo 2020, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e per tutto il periodo della sospensione ivi prevista, i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico hanno diritto a fruire dello specifico congedo e relativa indennità. Il congedo e l’indennità non spetta in tutti i casi in cui uno o entrambi i lavoratori stiano già fruendo di analoghi benefici.

 

Modalità di fruizione

L’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura

dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro.

 

Genitori lavoratori dipendenti del settore sanitario (pubblico e privato)

Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1000 euro.

La disposizione di cui al presente comma si applica anche al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 Modalità operative:

Ai fini dell’accesso al bonus, il lavoratore presenta domanda tramite i canali telematici dell’INPS e secondo le modalità tecnico-operative stabilite in tempo utile dal medesimo Istituto indicando, al momento della domanda stessa, la prestazione di cui intende usufruire, contestualmente indicando il numero di giorni di indennità o l’importo del bonus che intende utilizzare.

 

Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato

 

COSA

Per i lavoratori del settore privato, il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante unac ondizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero.

COME

Per tali periodi, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. 

CHI PROVVEDE

Il datore di lavoro, deve presentare domanda all’ente previdenziale.

LAVORATORE IN MALATTIA COVID-19

Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

 

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